Aiutaci ad aiutarli!

Regalaci una donazione tramite PayPal:

5per1000:
La tua goccia per noi è un oceano.

Per ulteriori informazioni su come effettuare donazioni via bonifico o bollettino postale, e per scoprire altri modi di aiutarci, CLICCA QUI
Sei veramente un amante degli animali?

Per gli animali che vengono da fuori della nostra provincia




La vergogna trentina…

La Provincia di Trento continua a violare i diritti degli animali, ancora più grave viola i diritti civili della gente che a gran voce tra cui paesani villeggianti ed albergatori hanno continuato a gridare insieme alla stragrande maggioranza degli italiani, di lasciare stare DANIZA, una mamma che non ha violato nessuna regola ma è stata violentata lei ed i suoi due cuccioli quando qualcuno è entrata nella sua casa con arroganza di chi le regole del rispetto della natura non le ha rispettate. Ma una società che non sa risolvere problemi ben più seri, come le vittime della strada che sono migliaia o che sempre più folli vanno per strada con maceti e spranghe colpendo chi gli viene a tiro forze dell’ordine comprese.

E’ sembrato giusto a pochi tra questi il presidente della provincia di Trento, l’assessore trentino che dovrebbe dimettersi, violando ogni accordo stipulato tra le regioni per il progetto Life Ursus emette un’ordinanza che va contro tutela dello stesso costoso progetto, a questo punto vista l’incapacità nel difendere tale reintroduzione e visti i risultati nefasti  causati da un semplice graffio di una persona, forse non ha ragione di proseguire. Probabilmente tutto questo è servito a distogliere l’attenzione su grossi problemi e puntare il dito su chi ha reagito in modo legittimo a casa sua. Se una mamma avesse aggredito un intruso che entrava nella camera del suo piccolo diventava un eroe, ma lei che si è limitata a dare avvertimenti a questa persona che doveva fare le foto per gli amici da mostrare, è stata criminalizzata, giudicata, condannata braccata ed uccisa, si perché nessuno crede al ripetersi di questi errori che sempre più spesso restano impuniti perché si tratta di animali. Lei che si è spenta avendo l’ultimo pensiero per i suoi piccoli di otto mesi che probabilmente tentavano di muoverla perché per loro era la vita il loro  unico riferimento. Si perché loro sono troppo piccoli per cavarsela da soli e andranno se nessuno interviene verso ad una morte certa ed atroce perché non sanno neppure cosa sia un letargo e come ci si deve preparare o più semplicemente dove scavare una buca. Ora vagano con un radio collare messo a solo uno dei piccoli in cerca di cibo o della loro mamma che non vedranno più se non nei loro sogni, perché anche questo è stato accertato, gli orsi sognano, probabilmente un mondo migliore dove l’uomo quando entra in un bosco sa di entrare in casa di altri.

Ma ora le tifoserie di Daniza tacciono ma chiedono giustizia Al Corpo Forestale dello Stato, alle Associazioni Nazionali, perché solo così a tanti turisti potrà tornare la voglia di andare  in un bellissimo paese, pensando che non è dando la colpa agli animali che si risolve un problema e soprattutto che non sia sempre un fucile a risolvere le questioni con il patrimonio faunistico.

Ora hanno ucciso una mamma ed abbandonato nel bosco a morte certa i suoi piccoli. . . sembra che si parli di un’atrocità rivolta ad una persona, invece è di Daniza che si parla di una MAMMA orsa. . . L’uomo vive in un mondo imperfetto che si è creato, non contento vuole rendere imperfetto anche ciò che è perfetto . . . La natura con i suoi animali. Così ancora una volta l’inciviltà e l’incapacità di risolvere i problemi ha prevalso in trentino. I volontari del Centro il Pettirosso avevamo dato la  disponibilità a collaborare incondizionatamente  e non chiedendo nulla,  mettendo a disposizione la loro esperienza sulla fauna che non è un’esperienza teorica ma fatta sul campo in 14 anni e con migliaia e migliaia di animali grandi e piccoli, attività costellata di successi, ma la casta dei trentini, neanche una risposta ci ha degnato. Ora qualunque sia l’accertamento di responsabilità che aimè ho sentore che non sia così accanito come nella persecuzione della mamma orsa, non ridarà ai cuccioli una mamma ed a noi un’orsa.

Forse è ora che Il trentino rientri in Italia togliendo a lui quei previlegi che a tante altre regioni è stato sempre negato lo “Statuto Speciale”.

Perché capiscano che non possono decidere di un patrimonio dello Stato dunque di tutti i cittadini d’Italia compreso voi

 

Piero Milani

Responsabile Centro Pettirosso

 

Liberazioni di settembre

Appuntamento col Pettirosso settembre 2014

Liberazione 7 settembre

liberazione 7 settembre 2014

Liberazione assioli

assioli 2012.jpg (59) Anche questo anno siamo al termine dell’estate un po’ pazzerella.
Per noi è stata veramente dura, ma ci consoliamo liberando domenica alle 19:30 al centro il Pettirosso numerosi esemplari di assioli.

Siete tutti invitati, vi spiegheremo chi e che cosa sono e perché è ora di liberarli, insomma potrete conoscere da vicino questi stupendi pennuti.

liberazione assioli 08.08

#iostocondanzica

Chi mi conosce sa che nulla è più lontano da me che essere un’estremista di qualunque natura, perché penso che le energie vadano utilizzate in modo costruttivo nell’interesse di tutti. Detto questo mi accorgo che sempre più spesso viviamo sì in una realtà di crisi economica ma anche di valori morali e “civili”, dove sempre più spesso il fucile è la soluzione del problema.

Questa crisi ci porta a dare sempre più di frequente la colpa di qualunque cosa ad un altro individuo o sempre più spesso agli animali, perché non possono difendersi.
E così vediamo articoli senza fondamento certo, basati solo su UNA testimonianza e mai supportati da foto o altri fatti.
E così vediamo pubblicate sui quotidiani le nutrie che assalgono il cane svenuto sul greto del torrente, una persona che si arrampica su una croce perché inseguita dai lupi, ed ora è il momento dell’orsa che non potendosi difendere viene colpevolizzata di chissà cosa.
Ma poniamoci delle domande: quale madre, vedendo o credendo in pericolo il proprio figlio, non si sarebbe avventata contro un intruso che entra nella propria casa o che al parco si avvicina al passeggino? Chissà cosa realmente è successo nel bosco. Io, da responsabile di un centro, posso dire che ho centinaia di animali portati perché prelevati senza motivo dalla natura causa una base d’ignoranza nella conoscenza del regno animale o nel comportamento dello stesso.
A questo esemplare chiediamo di cancellare i milioni di anni che le hanno formato l’istinto che l’ha fatta sopravvivere, ed essere più rispettosa del mondo urbano che non rispetta il suo habitat. Ma scherziamo? È l’uomo, che si definisce intelligente, che pretende che un orso riesca a riconoscere chi è una minaccia e chi non lo è? O pretendiamo che un’animale impari ad attraversare sulle strisce pedonali quando attraversa una strada e guardi se arriva un veicolo? E se eventualmente una biscia entra in un garage per sbaglio non la uccidiamo perché siamo fobici, è lei che si è sbagliata ad entrare in un garage?
Ma tutte le volte che a sbagliare siamo noi cosa ci dovrebbero fare?

Poi questa orsa è stata introdotta con uno scopo e per un progetto (Life Ursus): invece di braccarla chi è responsabile del progetto dovrebbe difenderlo con i denti senza perdere di vista l’obiettivo iniziale, e non pensare ad un suo fallimento. Sì, perché la cattura o l’abbattimento della stessa sarebbe un fallimento di tutta la società civile che ancora una volta non ha saputo trovare altra soluzione del fucile o chiuderla in gabbia. Ed incominciamo ad educare la gente che ama la natura alla convivenza con certi stupendi animali patrimonio di tutti che, visto il loro territorio sempre più ristretto, si avrà sempre più spesso la fortuna d’incontrare.

E per questo il Centro il Pettirosso, con i propri volontari e mezzi, offre la propria collaborazione per aiutare a far sì che l’orsa non sia un problema ed il progetto un fallimento.

Piero Milani, Responsabile del Centro fauna Selvatica il Pettirosso

Da sempre siamo al fianco del corpo forestale dello stato.

Un nostro amico Facebook ci chiede di sostenere questa petizione e il Pettirosso, unico centro italiano ad avere l’alto patrocinio del Corpo Forestale dello Stato, non può che condividere senza riserve:

Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato.

Nel Disegno di legge “Riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche” (Atto Senato n. 1577) è previsto lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato ed il passaggio (poco chiaro e tutto da stabilire) in altra Forza di Polizia.

Chiediamo che non venga cancellata la storia bicentenaria di un glorioso Corpo di Polizia che svolge un servizio importante per la tutela dell’ambiente e per il benessere degli animali. Proponiamo di accorpare le Polizie Provinciali ed i Corpi Forestali delle Regioni e Province a Statuto Speciale (che attualmente sono alle dipendenze dei rispettivi Enti locali) all’interno del Corpo Forestale dello Stato (che attualmente è sotto organico con 7615 unità). Si otterrebbe così un unico Corpo Forestale presente in tutta la nazione e finalmente con un organico idoneo a svolgere i propri compiti istituzionali.